Quali dati servono davvero al MES? Guida alla raccolta dati industriale
In molti progetti di interconnessione si raccolgono troppi dati, spesso inutili per il MES. Il risultato è una rete sotto pressione, un middleware sovraccarico e un database che cresce rapidamente senza produrre informazioni aggiuntive. Prima di iniziare a connettere i macchinari, vale la pena fare una domanda semplice: cosa deve fare il MES con questi dati?
Dati per il calcolo OEE
Per calcolare OEE, OLE e gli indici di performance il MES ha bisogno di:
- Stato macchina — run, stop, fault, setup. È il dato più importante: senza gli stati non si calcola la disponibilità
- Contatori pezzi — pezzi buoni e scarti prodotti, aggiornati a ogni ciclo
- Tempi ciclo reali — durata effettiva di ogni lavorazione, da confrontare con il ciclo teorico per calcolare la performance
- Causali fermo — inserite dall’operatore o codificate nel PLC, necessarie per analizzare i fermi per causa
Con questi quattro tipi di dato il MES calcola automaticamente disponibilità, performance, qualità e OEE.
Dati per la tracciabilità
Se il MES deve garantire la tracciabilità completa dei lotti, servono:
- Codice lotto o ordine — identificativo univoco del lotto in lavorazione
- ID prodotto — codice articolo o codice programma CNC
- Timestamp di inizio e fine lavorazione — per associare ogni pezzo a un intervallo temporale preciso
- Parametri critici di processo — temperatura, pressione, velocità di avanzamento: solo quelli effettivamente rilevanti per la qualità del prodotto
Dati per la gestione allarmi e manutenzione
- Codici allarme — identificativo dell’allarme attivo, necessario per classificare i fermi e alimentare la manutenzione preventiva
- Log eventi — storico delle transizioni di stato per analisi post-hoc
- Contatori ore lavoro — utili per la pianificazione degli interventi di manutenzione programmata
Frequenza di aggiornamento: non tutto in tempo reale
Un errore comune è richiedere tutti i dati in tempo reale con polling al secondo. In realtà i dati hanno frequenze ottimali diverse:
- Cambi di stato e allarmi — immediatamente, su evento (non su polling fisso)
- Contatori pezzi e tempi ciclo — ogni 1-5 secondi è più che sufficiente per la maggior parte dei MES
- Parametri di processo non critici — ogni 10-60 secondi
- Log e report — su evento (fine commessa, fine turno) o a intervalli lunghi
Calibrare le frequenze in base alle reali esigenze del MES riduce il carico sulla rete e sul PLC senza perdere informazioni utili.
Cosa non raccogliere
Altrettanto importante è sapere cosa non raccogliere:
- Variabili interne del PLC non usate da nessuna funzione del MES
- Parametri di processo che il MES non analizza e non visualizza
- Dati già disponibili in altri sistemi (ERP, SCADA) che non ha senso duplicare
- Variabili ridondanti che esprimono la stessa informazione in formati diversi
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